Torcetti

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Torcetti

Tra i dolci piemontesi che preferisco i torcetti sono molto a galla. Famosissimi sono quelli di Lanzo, ma sinceramente a me piacciono proprio tutti. Nella mia zona si contano molti artigiani che li preparano, ognuno ha la propria ricetta e pur avendo tutti la classica forma a goccia ogni artigiano sceglie la dimensione. Vi sono infatti torcetti grandi una spanna fino a torcettini mignon di 4 o 5 cm.

Gli artigiani pasticcieri spesso li confezionano in sacchetti per biscotti e durano anche qualche settimana. Così presentati rappresentano un bel pensiero adatto a numerose occasioni.

Possono essere preparati sia con impasto diretto, sia con la preparazione di una biga. I tempi si allungano un po’ ma io preferisco questa seconda versione così si utilizza meno lievito e rimangono più digeribili. Volendo si può usare il lievito naturale… e so che in teoria sarebbe meglio, ma per ora non ci sono ancora arrivata, nel senso che non ho ancora trovato la maniera di organizzarmi e dedicare il tempo che il lievito naturale necessita. Ho iniziato varie volte ma poi o per un motivo o per l’altro….

Torniamo ai torcetti che  è meglio 🙂 . Seguitemi, vi spiego come li ho fatti

Ingredienti per la biga
Farina forte 500 gr
Lievito compresso 25 gr
Acqua 225 gr

Ingredienti per l’impasto
Burro 500 gr
Zucchero 25 gr (si può evitare)
Sale 20 gr
Farina forte 500 gr
1 cucchiaino di miele di acacia o millefiori oppure malto
Aromi – scorza di limone/vaniglia

Zucchero per arrotolare

Procedimento
Ho fatto sciogliere il lievito nell’acqua e messo in planetaria insieme alla farina. Ho impastato la biga con il gancio e ho lasciato lievitare per un’ora nel mio abbattitore FRESCO con la funzione di lievitazione controllata.

Dopodichè ho rimesso la biga in planetaria, ho aggiunto gli altri ingredienti e ho impastato molto bene. A  mano ho dato una forma rettangolare piuttosto allungata e l’ho fatto puntare per un quarto d’ora circa. Ho coperto con pellicola e messo in frigo per  far solidificare il burro. Dopo mezz’ora circa ho ripreso il mio impasto e ho tagliato tanti pezzetti della stessa dimensione (più o meno).

A questo punto ho organizzato il mio piano di lavoro: da una parte tutti i pezzetti tagliati, al centro una vaschetta con lo zucchero e dall’altra la teglia da forno.

Per ogni pezzetto di pasta ho fatto il salamino, l’ho rotolato bene bene nello zucchero e l’ho appoggiato nella teglia da forno dando la forma  a goccia. Per ottimizzare lo spazio nella teglia ho sistemato i miei torcetti uno con la punta all’insù e uno con la punta all’ingiù.

Ho lasciato lievitare fino al raddoppio (calcolare almeno un paio d’ore) ed ho infornato a 180° per 25 minuti circa.

Fate attenzione perché appena sfornati  è “roba che scotta”  …e sparisce subito !!!!!!!!!

P.S. Vuoi saperne di più su FRESCO? Dai un’occhiata qua https://fetteperfette.com/fresco-labbattitore-casalingo-e-non-solo/

Torta carote e cioccolato

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Torta carote e cioccolato

Ogni tanto la voglia di cioccolato….mamma come mi acchiappa!!!!!!!
Tra i miei libri di dolci tedeschi ho trovato questa meraviglia di proposta. L’abbinamento è carote e cioccolato. Seguitemi, vi spiego come l’ho preparata.

Ingredienti
300 gr di carote tritate
200 gr di burro
200 gr di farina debole
100 gr di farina di mandorle
200 gr di cioccolato fondente
200 gr di zucchero
4 uova
½ bustina di lievito.
Semi di una bacca di vaniglia
1 presa di sale

Per la copertura
200 gr di cioccolato fondente
una noce di burro

Procedimento
Come prima cosa ho fatto sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro e l’ho passato in abbattitore FRESCO per fare raffreddare.

Ho mescolato gli ingredienti in polvere a cui ho aggiunto le carote tritate e ho messo da parte.

In planetaria ho sbattuto le uova, ho aggiunto il cioccolato fuso e la massa con le carote. Ho amalgamato molto bene il tutto e ho versato in una tortiera da 26 cm di diametro. Ho infornato per circa 40 minuti a 180° in forno statico e poi un quarto d’ora a 170° in forno ventilato in modo da far asciugare bene la torta.
Tutto come da manuale tedesco, né più e né meno. L’unica variante è il passaggio in abbattitore, ma solo perché il mio libro è un po’ datato e FRESCO all’epoca non era nemmeno nei sogni della IRINOX.

In ogni caso prima di sfornare ho controllato con uno stecchino, e fino a completamento della cottura ho continuato a forno ventilato.

Ho sfornato, ho appoggiato la mia torta su una gratella e mentre facevo sciogliere il cioccolato per la copertura ho fatto raffreddare in abbattitore l’intera torta.

In un pentolino ho fatto sciogliere il cioccolato con il burro (quest’ultimo serve solamente ad evitare che si indurisca troppo il cioccolato una volta rappreso sulla torta), e quando è stato bello liscio ho tolto la torta dall’abbattitore, ho appoggiato la gratella su un piatto tipo pizza, e vi ho versato il cioccolato fuso ancora caldo. L’ho fatto colare bene anche sui bordi (ecco a cosa serve il piatto pizza).

Nuovamente in abbattitore, ma solo per pochi minuti questa volta, per dar modo al cioccolato di rapprendersi appena appena, e con una forchetta ho dato sfogo alla mia vena artistica!

Vabbè ok…ho disegnato delle righe ondeggianti!!!! Ma che significa! Le ho fatte col cuore….. ^____^

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Krumiri

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I Krumiri

Perdonatemi un tuffo nel passato. Ma stavolta è passato passato… roba da fare esercizi di apnea prima di iniziare a leggere. Sto parlando degli anni 60. Bene, quando ero bambina ogni tanto con i miei genitori andavamo a trovare i nonni che abitavano a Ozzano Monferrato. Ho già scritto di queste riunioni di famiglia raccontando della zuppa inglese della nonna (https://fetteperfette.com/2015/01/13/la-zuppa-inglese-di-mia-nonna/ ).

Per colazione la nonna mi faceva trovare una bella tazza di latte con i krumiri, i famosissimi biscotti del Monferrato.

Nel corso degli anni ho provato qualche volta a preparare in casa questi deliziosi biscottini dalla tipica forma. Purtroppo tutte le ricette che trovavo indicavano come ingrediente la farina di mais, ma se proviamo a leggere gli ingredienti dei krumiri che si trovano nei supermercati, della farina di mais non c’è ombra. Non ho mai saputo la ragione. Poi cerca che ti ricerca vado a trovare la Cuochina Sopraffina http://www.lacuochinasopraffina.com/cosa-cucino/biscotti-krumiri-la-ricetta-originale-per-farli-a-casa/3362

e scopro la sua ricerca che è in linea con la mia opinione. E anche questa è fatta, e non ho perso tempo….

Ingredienti
350 gr di farina debole 0
110 gr di burro morbido
140 di zucchero
1 uovo + 2 tuorli
Semini di mezza bacca di vaniglia

Procedimento
Ho amalgamato il burro con lo zucchero a cui ho aggiunto l’uovo e i due tuorli. Ho montato bene questa massa. Dopodichè vi ho aggiunto la farina setacciata e la vaniglia. Ho dato la forma di un panetto e l’ho messo in frigo a riposare.

Ho passato l’impasto nella trafila per biscotti sagomando la superficie e curvando leggermente ogni biscotto.

Ho infornato a 200° per 5 minuti, dopodichè ho abbassato la temperatura a 180° e ho continuato per una ventina di minuti scarsa. Volendoli un pochino più scuri si possono lasciare in forno un paio di minuti in più.

Nel frattempo ho acceso il mio abbattitore FRESCO e quando ho sfornato ho immediatamente abbattuto i miei krumiri per una mezz’oretta. In questo modo ho preservato tutte le caratteristiche e la fragranza dei biscotti.

Con questa versione direi che ci siamo, somigliano molto ai krumiri che mi comprava la nonna.

…e comunque, ancora oggi i krumiri per colazione sono una roba pazzeschissima !!!! ……… uno tira l’altro!!!!

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Torta di mele al caramello con pasta sfoglia

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Torta di mele al caramello con pasta sfoglia

Ma tu guarda cosa può nascere da una serie di imprevisti.
Sì, questa torta nasce da alcune circostanze non in programma. Avevo acquistato un rotolo di pasta sfoglia al supermercato in un momento di poca fantasia e l’ho aperto e foderato una tortiera con l’intenzione di infornare una torta salata con i carciofi per la cena. Le nostre gallinelle … non hanno prodotto, quindi niente torta salata, di conseguenza ho messo in frigo la teglia foderata per il giorno dopo.
Il giorno dopo c’erano le uova ma i carciofi saltati in padella non c’erano più, li avevamo mangiati la sera precedente. Quindi? Avevo letto da qualche parte una ricetta sulla panna al caramello che mi intrigava, e ovviamente non l’ho trovata, ma ho provato a farla come vi spiego qui sotto. Infine, nel cesto della frutta avevo 2 mele….

Ingredienti:
Un rotolo di pasta sfoglia
50 gr di zucchero
60 gr di acqua
200 gr di panna
2 mele
1 uovo
1 bustina di gelatina in polvere (tortagel va benissimo)

Procedimento:
Ho foderato una teglia con la pasta sfoglia.

Ho preparato il caramello nel seguente modo: in un polsonetto ho messo a bollire lo zucchero con 30 gr di acqua, e nel frattempo in un pentolino a parte ho fatto bollire la restante acqua. Quando l’acqua con lo  zucchero hanno iniziato a caramellare ho aggiunto gradatamente l’altra acqua bollente e l’ho lasciata evaporare. Dopodichè  ho aggiunto la panna e ho spento il fuoco. Ho aggiunto l’uovo e l’ho sbattuto per bene con una frusta a mano.

Nel frattempo ho acceso il forno a 200°.

Ho affettato sottilmente le mele e le ho disposte a raggiera sopra il disco di pasta sfoglia. Una volta finita questa operazione ho versato sopra la salsa di panna al caramello ed ho infornato per circa 45 minuti.

Durante la cottura ho preparato la gelatina con 3 cucchiai rasi di zucchero e l’ho distribuita sulla superficie della torta una volta estratta dal forno e intiepidita.

Velocissima da preparare. Rimane molto sottile quindi malgrado la presenza della panna e della pasta sfoglia va benissimo anche come dopo pasto. Totale?

Spaz-za-ta-vi-a!!!!!!!!!!!!!!

Ciambella marmorizzata

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Ciambella marmorizzata

Ci sono alcune torte che mi portano indietro con la memoria e mi regalano un autosorriso. Le torte marmorizzate sono tra queste perché mi ricordano la mia soddisfazione di ragazzina quando orgogliosa mettevo in tavola i miei dolci. Figuriamoci, in una famiglia come la mia in cui i dolci non si preparavano anche la torta più semplice riscuoteva successo! E per me la torta marmorizzata rappresentava l’originalità e la creatività… mica una tortina sempliciotta!!!!

Poi, vero che non avevamo l’abitudine ai dolci, ma chissà come mai una volta fatti venivano spazzati!!!!

Nel corso degli anni ho cambiato tante ricette della torta marmorizzata e per ora mi sono fermata a questa. Venite, vi spiego come l’ho preparata.

Ingredienti
260 gr farina debole
40 gr cacao amaro
300 gr zucchero
150 gr burro molto morbido
3 uova
1 bustina di lievito
100 gr latte
80 gr liquore all’amaretto

Procedimento
Una volta preparato tutto l’occorrente ho acceso il forno. Vedrete, si fa in fretta in fretta.

Ho messo tutti gli ingredienti tranne il cacao amaro in planetaria, azionando dapprima a bassa velocità, quindi sempre più veloce fino ad ottenere una bella massa spumosa. Nel frattempo ho unto e infarinato bene uno stampo da ciambella ed ho versato  2/3 dell’impasto nella teglia. Quindi ho ripreso il terzo rimasto, vi ho setacciato sopra il cacao amaro e ho azionato la planetaria per una trentina di secondi, giusto il tempo di fare assorbire il cacao. Dopodichè ho versato questa massa scura sopra la massa chiara dentro allo stampo. Con uno stecchino ho movimentato i due impasti ed ho infornato per circa 45 minuti a 180°.

È un’ottima torta, velocissima, basta amalgamare e mescolare, è adatta ad una buona prima colazione o ad una merenda. Soprattutto è una di quelle classiche torte da credenza che hanno un grande pregio: sanno di casa….

 

 

Occhi di bue

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Occhi di bue

Un classico della pasticceria secca italiana. Piacciono sempre.  Qualche passaggio in più rispetto ad altri frollini, ma nulla di così impegnativo.  La frolla può essere fatta nella maniera classica, in questo caso ho seguito le istruzioni di Pinella e ho utilizzato una parte di fecola e lo zucchero a velo in modo da ottenere un risultato più liscio.

Nella versione classica una volta cotti i dischi, questi devono essere abbinati (1 disco base + 1 disco col buco) e poi riempiti con la confettura passata al colino. La differenza con i miei occhi di bue sta nel fatto che poiché io adoro la marmellata cotta insieme alla frolla, l’abbinamento dei dischi lo faccio “a crudo”, sempre a crudo verso la confettura e poi  inforno.

Boh forse non si chiamano più occhi di bue… ma io li preferisco così….

Ingredienti:
400g di farina debole 00
100 g di fecola di patate
150 g di zucchero al velo
250 g di burro morbido
1 uovo medio
1 pizzico di sale
vaniglia in bacche oppure scorza di un limone

Procedimento:
Ho messo in planetaria la farina precedentemente  setacciata alla fecola  e il burro, e ho iniziato a impastare lentamente con il gancio a foglia.

Ho aggiunto l’uovo, il sale,  lo zucchero a velo e la scorza di limone grattugiata. Appena terminato l’impasto ho messo il panetto all’interno di un sacchetto del freezer piuttosto grande, ho appiattito fino ad avere un rettangolo alto un paio di cm max e ho abbattuto in FRESCO con la funzione di abbattimento rapido per qualche minuto. Per chi non ha un abbattitore può lasciare in frigo qualche ora.

Ho ripreso l’impasto, l’ho spezzettato, e ho velocemente reimpastato per non riscaldare il burro ma in modo da avere la giusta consistenza per stendere a circa mezzo cm e coppare i dischi.

Ho coppato la stessa quantità di dischi base e di dischi a forma di anello, ovviamente dello stesso diametro.

A questo punto ci sono 2 possibilità:

  1. metodo solito

infornare tutti i dischi (interi e ad anello) a 200° per una decina di minuti, quindi sfornare, accoppiare e una volta freddi riempirli e spolverizzarli di zucchero a velo

  1. metodo che piace a me

ho spalmato la confettura di albicocche sulla base, cioè il dischetto intero, su cui ho sistemato quello a forma di anello (operazione utile per far sì che le due basi restino bene incollate), ho aggiunto un cucchiaino di confettura al centro e ho infornato a 200° per circa un quarto d’ora. Dopodichè ho sfornato, abbattuto per raffreddare e conservare la fragranza dei miei dolcini, spolverato di zucchero a velo e sistemato un un’alzatina.

Riempire dei sacchettini con gli occhi di bue homemade e chiuderli con un grazioso fiocchetto diventano un piacevole pensierino da portare alla nonna, all’amica, ai suoceri…

P.S. Vuoi saperne di più su FRESCO? Dai un’occhiata qua https://fetteperfette.com/fresco-labbattitore-casalingo-e-non-solo/

Scones

P1110873phScones (ricetta base)

Era il mese di marzo del 1990. Ero al quarto mese di gravidanza del mio primo figlio quando con il suo papà decidiamo di andare a trascorrere qualche giorno a Londra. Era la nostra prima volta a Londra e io l’ho amata da subito!

Nel programma delle nostre giornate c’era la domenica con Frank e Jean e le loro figlie Lisa e Julie. Un po’ di Buckingham Palace, un po’ Piccadilly Circus, un po’ di Tower Bridge e per finire la giornata ci propongono la visita al castello di Windsor.
Sul tardo pomeriggio quindi  un vero e proprio English afternoon tea  in stile Vittoriano al “The Crooked House of Windsor” http://www.crooked-house.com/ a base di scones, cream, e una composta di fragole.
Roba da non credere la delizia di questo mix di sapori!

Cerca che ti ricerca ecco come li ho fatti io.

Ingredienti:
220 gr di farina debole
50 gr di burro appena morbido
2  gr di sale
150 gr di latte
5 gr di zucchero
10 gr di lievito
1 uovo e1 cucchiaio di latte per spennellare
Panna montata poco zuccherata
Confettura preferibilmente di fragole per accompagnare

Procedimento:
Ho miscelato in planetaria la farina, lo zucchero, il lievito il sale. Ho aggiunto il burro e il latte e ho iniziato a impastare a bassa velocità con la foglia. Una volta ottenuto un impasto liscio e poco appiccicoso, ho dato un’ultima e veloce impastata a mano sulla spianatoia e formato dei cordoni (come per fare gli gnocchi) di diam 2 cm circa, ho tagliato i tocchetti e sistemati sulla leccarda. Ho infornato a 180° per una decina di minuti. Ho abbattuto in FRESCO con la funzione di abbattimento rapido e sono rimasti fragranti come appena sfornati fino a quando li ho serviti.

Ho dovuto rinunciare al servizio British e ho accompagnato i miei scones con panna montata e marmellata.

Niente castello di Windsor, niente stile Vittoriano, niente Queen Elizabeth II, ma la delizia c’era tutta.

P.S. – 1
Se non li avessimo finiti… sarebbero stati ottimi anche a distanza di una settimana, conservati in una scatola di latta.

P.S. – 2
Durante la mia cercachetiricerca ho trovato in rete questa  fotografia: una pagina di un vecchio libro di ricette inglesi. Lo avevo solo salvato senza annotarne la provenienza, ma se qualcuno lo riconoscesse e mi sapesse anche dire di più mi piacerebbe cercarlo e acquistarlo!

paginaP.S. Vuoi saperne di più su FRESCO? Dai un’occhiata qua https://fetteperfette.com/fresco-labbattitore-casalingo-e-non-solo/

Roselline alle fragole per la festa della mamma

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Roselline alle fragole per la festa della mamma

Intanto auguri a tutte le mamme!!!

Un giorno di un paio di anni fa per televisione mi è passata davanti Csaba che cucinava.
A me Csaba piace molto non solo per le cose che prepara ma anche per come le propone.

Queste roselline hanno davvero catturato la mia attenzione quindi sono andata alla ricerca dello stampo per poterle fare. Ovvio 🙂
L’ho trovato. Ovvio 🙂
E le ho provate a fare. Ovvio 🙂
E quale migliore occasione per regalare rose per la festa della mamma?

Le mie varianti riguardano l’acqua di rose che ho sostituito con un bicchierino di liquore all’amaretto, e le fragole al posto dei lamponi proposti invece da Csaba.

La salsina che ho versato sopra è un mio classico che adoro e che ho scelto proprio per questa occasione per dare il colore delle rose ai miei dolcini.
Eccole qua, se volete provarle anche voi.

Ingredienti:
125 gr di burro morbido
125 gr di zucchero
2 uova
185 gr di farina debole
mezza bustina di lievito
i semi di mezza bacca di vaniglia
acqua di rose (o altro aroma)
150 ml di latte
qualche fragola
qualche cucchiaiata di marmellata di fragole
succo di mezzo limone
zucchero a velo

Procedimento:
Ho lavorato molto bene il burro con lo zucchero fino ad ottenere una bella massa montata chiara e spumosa. Ho aggiunto la vaniglia. A questo punto la ricetta originale di Csaba prevede l’aggiunta di acqua di rose. Io ho preferito sostituirla con un bicchierino di liquore all’amaretto che è molto profumato e aromatico e ho continuato a montare ancora un pochino. Dopodichè ho iniziato ad incorporare le uova una alla volta e quindi la farina setacciata con il lievito alternando con il latte. Infine ho aggiunto le fragole tagliate a dadini al momento, con una spatola per non schiacciarle troppo.

Ho riempito per 1/3 i miei stampini in silicone ed ho infornato a 170° per una mezz’oretta.
Fare sempre attenzione alla colorazione. Devono scurire leggermente.

Durante la cottura ho preparato la salsina. Semplice semplice. Ho messo in un pentolino la marmellata di fragole e il succo di limone. Ho portato a bollore per un paio di minuti, fino ad evaporazione del succo di limone.

Una volta sfornato le mie roselline le ho messe in abbattitore FRESCO, il mio fantastico alleato, per una decina di minuti, per mantenerne morbidezza e fragranza. Una volta fredde le ho sformate e sistemate su un vassoio da portata. Vi ho versato sopra la salsina di marmellata per simulare il colore dei petali ed ho spolverizzato di zucchero a velo.

Carinissime!!!!!!!!! …… e davvero ottime!!!

Da una mamma, un abbraccio a tutte le mamme !!!!!!

P.S. Vuoi saperne di più su FRESCO? Dai un’occhiata qua https://fetteperfette.com/fresco-labbattitore-casalingo-e-non-solo/

Crostata di crema pasticcera

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Crostata di crema pasticcera

Questa crostata mette d’accordo sia gli amanti delle crostate intese come torte asciutte o da credenza, sia chi, come me, troppo golosa inside, apprezza una buona crema.

Slurp.

Per chi ha il Bimby sarà velocissima. Per chi non ce l’ha si può fare tranquillamente senza, si impiega solo un po’ più di tempo.

Sento il dovere di aggiungere che sarò sicuramente contestata dai miei maestri di pasticceria in quanto in questo caso ho scelto una pasta frolla leggera (cioè con meno burro del normale), e perché effettivamente quella che chiamo crema pasticcera è in realtà una crema altrettanto leggera con una scarsa quantità di uova rispetto alla “vera” crema pasticcera. State tranquilli perchè questa è una crostata supercollaudata e in effetti anticamente la preparavo  come il cielo comanda, poi da quando ho il Bimby e ho iniziato a fare la crema Bimby….giuro l’ho sostituita. È digeribile, non appesantisce, di ottimo sapore, appaga il palato e non ci sovracarichiamo di colesterolo e calorie in eccesso. E in più, se va a ruba non sarà un caso.
Questa è comunque è la mia proposta, nulla vieta di provarla con altre dosi. Logico.

Pertanto, per chi ha il Bimby, sarà sufficiente una dose di pasta frolla Bimby senza lievito e la Crema Bimby.

Per chi non ha il Bimby può prepararla così:

Ingredienti
una dose di pasta frolla preparata con
300 gr di farina debole
130 gr di burro morbido
1 uovo
1 tuorlo
Scorza grattugiata di un limone
Zucchero a velo

Ingredienti per la crema:
1 lt di latte
80 gr di farina debole
200 gr di zucchero
4 uova
Scorza grattugiata di un limone

Procedimento:
Come prima cosa ho preparato la crema perché deve essere ben fredda quando va versata sulla frolla.

Io l’ho preparata con il Bimby ma si può fare seguendo queste istruzioni:  scaldare il latte con la scorza di limone e lasciare insaporire. Montare bene le uova con lo zucchero e aggiungere la farina. Nel frattempo togliere la scorza di limone dal latte, portarlo ad ebollizione e quando bolle versare la massa montata. Nel momento in cui riparte l’ebollizione mescolare velocemente con una frusta per una ventina di secondi e la crema è pronta.

L’ho versata in una vaschetta e l’ho coperta con pellicola bene a contatto sulla superficie per evitare la formazione della pellicina. L’ho messa subito nel mio abbattitore FRESCO per abbassare velocemente la temperatura, quindi in frigo.
Per chi non ha l’abbattitore per raffreddarla in fretta può versarla su un piano e spatolarla. L’importante è uscire dalla fascia di temperatura tra i +10° e +40° il più velocemente possibile per scongiurare la proliferazine batterica e compromettere la qualità della crema. Una volta fredda va versata in una vaschetta e coperta bene con la pellicola a contatto prima di metterla in frigo.

Ho steso la pasta frolla e ho foderato una teglia per crostate di 26 cm di diametro.
Vi ho versato la crema e con la frolla rimasta ho tagliato le losanghe che ho poi sistemato per completare la crostata.

Veramente mi era sembrato di avanzare un po’ di crema….. boh non l’ho più vista, chissà che fine ha fatto….

Ho infornato per circa 50 minuti a 195°. La durata di cottura dipende molto da quanta crema è stata utilizzata, cioè dallo spessore, e dal vostro forno. La mia dose era generosa perché a me piace proprio cremosa. Se avete il forno ventilato in questo caso va molto bene perché aiuta ad asciugare la crema. La superficie deve colorire bene.

Una volta fredda cospargerla di zucchero a velo.

L’ideale è prepararla un giorno prima in modo da dare il tempo alla crema di assestarsi e definire meglio il taglio delle fette. Se viene consumata dopo poche ore dalla preparazione, la crema può essere ancora morbida….ma ciò non toglie nulla alla bontà di questa crostata 🙂 .

Ri-slurp.

P.S. Vuoi saperne di più su FRESCO? Dai un’occhiata qua https://fetteperfette.com/fresco-labbattitore-casalingo-e-non-solo/

Belson modenese

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Belson modenese

Soddisfatta? Ricca? Di più!!! Ecco come mi sento al termine di un fine settimana  full immersion con la mia famiglia di origine. Due giorni a ridere-parlare-spettegolare-sganasciarsi-nonavervogliadiandareadormire-mangiare-fotografarci-scherzare-gioireperlacompagnia-ridere-ridere-erideresempre. Due giornate di sana allegria con le mie cugine, i miei cugini e cuginetti di Modena, figli e relative fidanzate, sorelle, cognato e nipoti. Eccivoleva 🙂 🙂 🙂 !!!!

Tra i dolci c’era il Belson, tipico dolce di Modena e nel nostro caso di Nonantola, quello originale con tanto di marchio http://www.belsonedinonantola.it/dettaglio.asp?idliv=132

Tutti noi a casa adoriamo questo dolce così semplice ma altrettanto particolare fatto di una pasta frolla arrotolata e farcita con il “savòr”. Ed è proprio la qualità del savòr a dare carattere e a rendere unico il belson che si prepara  -o si preparava- in ogni famiglia.

Personalmente non ho mai preparato il savòr, lo acquisto già fatto.
Si tratta di una marmellata diciamo povera, leggermente asprigna, la cui particolarità è il tempo di preparazione, non inteso solo sul tempo di cottura, ma di reperimento degli ingredienti che devono essere procurati nelle diverse stagioni di maturazione dei frutti e fatti essiccare, come le bucce di agrumi, di meloni e cocomeri, e poi pezzi di zucca, mele, pere, mele cotogne e cotti insieme al mosto di uva non ancora fermentato.   Un procedimento lunghissimo il cui risultato varia ovviamente secondo gli ingredienti utilizzati.

Il mio belson è questo:

Ingredienti:
500 g di farina debole
200 g di zucchero,
150 g di burro pomata
3 uova + 1 tuorlo per spennellare
1 bustina di lievito
Scorza di limone grattugiata
Qualche cucchiaio di  liquido per ammorbidire l’impasto (latte oppure Vermouth o Sassolino a scelta)
1 vasetto di savòr (oppure di marmellata di prugne)
Zucchero in granella

Procedimento:
Ho impastato in planetaria tutti gli ingredienti e ho formato un panetto.

A questo punto se si vuole la versione senza farcitura è sufficiente sistemare il panetto sulla leccarda del forno, spennellarlo con il tuorlo sbattuto e cospargerlo di zucchero in granella. Infornare a 180° per circa mezz’ora (dipende da quanto è grande il panetto). Spesso si da una forma di S.

A casa nostra … versione con il savòr tutta la vita….. 🙂 . Quindi ho steso il panetto in un rettangolo, ho spalmato il savòr e l’ho arrotolato. Sulla superficie ho spennellato il tuorlo sbattuto e vi ho cosparso la granella di zucchero. L’ho infornato a 180° per circa 30-40 minuti.

A molti piace intingere le fette di belson in qualche vino a fine pasto….a me, terribilmente astemia e soprattutto con una repulsione totale per  il vino, questo abbinamento fa letteralmente sch….

A me piace il belson così com’è in qualunque orario, e fare colazione col belson…non ci sono paragoni!